a strange connection among Abel Abdessemed and Francisco Goya

Strabismi is a fanzine curated by Ermanno Cristini and Luca Scarabelli. I have been invited to partecipate at this special issue focused on the 56th Venice Biennal. I wrote a text about a strange iconographical connection among the work "Also Sprach Zarathusta" by Adel Abdessemed and "El Pelele" by Francisco Goya. Strabismi is published in italian language.

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The Index of this issue of Strabismi

Quando i suoni sfuggono dalla matita - Sonia Boyce, Exquisite Cacophony 

di Giulia Brivio

A muso duro - John Akomfrah, Vertigo See
di Orio Vergani

Le pietre sospese - Elena Damiani, Rude Rocks
di Andrea Lacarpia

Strabismi perchè

di Ermanno Cristini e Luca Scarabelli

In quanto l'attività accertata non rientra tra quelle di mostra espositiva - Cristoph Büchel, The Mosque

di Riccardo Lisi

Un obiettivo come misura di giustizia - Paz Errázuriz, Poetiche della dissidenza

di Luca Scarabelli

Google Capital - Isaac Julien, Das Kapital

di Ermanno Cristini

Per un'arte chiavi in mano - Chiaharu Shiota, The Key in the Hand

di Giovanni Bai

Joan Jonas, They come to us whitout a word

di Virginia Zanetti

reale come Reale, nell'arsenale segni di carnevale - Adel Abdessemed, Also Sprach Allah 

di Gabriele Tosi

Adel Abdessemed, Also Sprach Allah
Adel Abdessemed, Also Sprach Allah

 

The Incipit of my text (Italian)

“El Pelele” cioè “Il Fantoccio”, datato 1791-92, è un’opera di Goya conservata al Prado. Il dipinto è uno degli ultimi cartoni preparati, controvoglia, dall’artista per la regia arazzeria di Santa Barbara. I tessitori reali avrebbero quindi usato tale quadro come modello per realizzare un arazzo da collocare negli uffici di Carlo V all’Escorial. Quattro giovani imbellettate tendono un lenzuolo divertendosi a lanciare in aria un manichino. Goya prese spunto da un gioco popolare in cui il piacere, per chi se lo chiedesse, stava nel ridere per le forme anatomiche demenziali che il pupazzo assumeva nel lancio e nella caduta.

Facilmente leggibile come un’allegoria femdom, l’iconografia sarà poi ripresa dal pittore nelle stampe dette “Los disparates”, dove la premonizione di un temporale d’estate che descrive il cielo di “El Pelele” si trasforma in buio senza fine e il sogno perverso del fantoccio si trasforma nell’incubo di un adolescente insicuro, alle prese col presentimento della professoressa di scienze della terra che lo interrogherà sui buchi neri.

Sospensione, dipendenza, fragilità. Per una malattia autoimmune della visione il realismo ha sempre qualcosa di parodico… La realtà, la natura, la scimmia, il Vasari, ancora prima di Goya, che però è fra i consapevoli.

 

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Francisco de Goya, El Pelele, 1792. 267x160 cm. Madrid, Museo del Prado
Francisco de Goya, El Pelele, 1792. 267x160 cm. Madrid, Museo del Prado